Descrizione
LA GRAVINA MADONNA DELLA SCALA
La gravina della Madonna della Scala è lunga quasi 4 km profonda 40 m. circa e larga dai 30 ai 50 m. Durante i, suo percorso assume tre diverse denominazioni: "Corno della Strega" a nord, "Valle delle Rose" nella parte centrale, "Capogravina" a sud. La gravina si presenta come un'importante riserva faunistica e botanica: circa 600 varietà di piante, molte delle quali molto rare e con proprietà officinali, ricoprono l’intero letto del fiume che originariamente ha scavato questo luogo incantevole.
Al suo interno si trova il villaggio neolitico di "Madonna della Scala, uno dei più grandi del comprensorio della civiltà rupestre, abitato sino al XII sec. d. C e che si compone di oltre 200 nuclei abitativi scavati nella calcarenite.
Il villaggio comprendeva grotte utilizzate come abitazioni, come luoghi di lavoro, ad esempio frantoi e stalle, ed anche una necropoli; gli spostamenti, al suo interno, erano possibili attraverso sentieri realizzati lungo i costoni della gravina, attraverso le pedagne, gradini scavati nella roccia, e attraverso ponti di legno che congiungevano i due spalti della gravina.
Tra i siti rupestri più interessanti del villaggio vanno annoverate: la grotta del Ciclope e la farmacia del mago Greguro. Già frequentata nel periodo Neoeneolitico, la grotta del Ciclope è la più importante fra le grotte natura del villaggio: al suo interno sono state rinvenute lame silicee e frammenti ceramici di epoca preistorica. La Grotta del Mago Greguro si presenta come un complesso di dodici ambienti intercomunicanti: tra questi vi è la cosiddetta Farmacia del Mago Greguro, con all’interno un centinaio di incavi uniformi . Secondo la tradizione, in tali nicchie erano conservate le erbe officinali manipolate leggendario mago Greguro e dalla figlia Margheritella, vissuti intorno all’anno Mille.
IL SANTUARIO MADONNA DELLA SCALA
Il Santuario, dedicato alla Madonna della Scala, principale patrona della città di Massafra dal 1776, è accessibile tramite una maestosa scalinata barocca di 127 gradini ed è immerso nello splendido scenario della Valle delle Rose. Costruito sopra una cappella più antica a partire dal 1729, il Santuario fu aperto al culto nel 1737. Sull'altare maggiore è collocata l'icona della Madonna della Scala, bell'esempio di Odegitria alla greca, del XII secolo. La tradizione indica l'immagine come originariamente custodita nella cripta di Santa Maria della Prisca, distrutta dal terremoto del 324 d. C. La leggenda vuole che il ritrovamento dell'icona sia avvenuto grazie al concorso di due cerve. Da qui la precedente dedicazione del Santuario alla Madonna della Cerva e la presenza di due cerve in marmo ai lati dell'altare. Il titolo di Madonna della Scala fu dato, sempre secondo leggenda, quando fu costruita la gradinata monumentale. La Madonna, dipinta con i canoni tipici dell'arte bizantina, presenta un volto dal colorito scuro e uno sguardo ieratico ed è ritratta nel gesto di indicare con la propria mano Gesù Bambino, ovvero la "via" per i cristiani. Il Santuario, con facciata tardo-settecentesca, è diviso in tre navate e custodisce alcune pregevoli tele del XVIII sec. ed un organo settecentesco.
