Descrizione
IL CENTRO STORICO E IL SANTUARIO DI GESU’ BAMBINO
Il centro storico della città di Massafra si è sviluppato attorno al "castrum", in un'aerea delimitata dalla Gravina di San Marco e dalla Gravina di Madonna della Scala. Racchiude, al suo interno, varie forme abitative, tra cui: case-grotte, vicinanze, case lamie, case a cannizzo e case palazziate. Sino al XIX sec. il paese si sviluppava interamente nell'attuale zona sud ed era diviso in Pittagi, che venivano intitolati ai santi titolari di alcune piccole cappelle, mentre le zone di espansione si chiamavano Serre.
Solo nel 1864, con la costruzione del ponte di San Marco, poi intitolato a Garibaldi nel 1907, si assisterà alla costruzione del Borgo. Fra i monumenti più significativi del centro storico si ritrovano, tra strette viuzze e vicinanze, edifici signorili di un certo gusto architettonico, dimore più modeste.
IL CASTELLO
Le prime testimonianze del castello di Massafra si trovano in un documento del 970, conservato presso l'Abbazia di Montecassino. Il castello ha la forma di un quadrilatero: le tre torri più antiche sono circolari, mentre quella a sud-est che sovrasta la gravina di san Marco (rifatta nel '700) è ottagonale. Tutte le torri sono scarpate e fornite di larga merlatura e cornici ad eccezione della torre ottagonale. Sulla parte della Piazza D'Armi e su quella di ingresso alle torri si vede scolpita un'aquila, lo stemma della Casa degli Imperiali, sovrapposta allo stemma dei Pappacoda. Il castello, nato come organismo difensivo, subì, nella seconda metà del sec. XVII, profonde trasformazioni, diventando una sontuosa residenza. Nel 1500 fu abitato dalla famiglia Pappacoda che restaurò il vetusto edificio e ne arricchì la struttura con nuovi bastioni e mura. Nei secoli XVII e XVIII appartenne alla famiglia degli Imperiali. Attualmente il castello è sede della Biblioteca Comunale.
Le vicinanze: le prime abitazioni del centro storico, costruite secondo la tecnica dell’architettura in negativo o per sottrazione completamente nel tufo.
Il Santuario di Gesù Bambino.
L'origine del Santuario è collegata ai prodigi di un simulacro di cera di Gesù Bambino, ritenuto miracoloso. Il "Bambinello" di cera compì numerosi prodigi tra il 1846 e il 1850 nell'abitazione di Don Francesco Broja e di sua moglie Donna Isabella Accolti Gil. I lavori di costruzione iniziarono nel 1850 e la chiesa fu aperta al culto nel 1858. Il santuario è una delle cinque chiese dedicate in Europa a Gesù Bambino. Si presenta con una facciata in stile neoclassico e custodisce, al suo interno, il bambinello miracoloso. Di rilievo una serie di tele custodite all'interno di un piccolo, ma interessante museo.
LA CHIESA SAN BENEDETTO.
Realizzata tra il 1689 e il 1744, per volere di donna Maddalena Capreoli, la chiesa è in stile rococò ed è ornata di preziosi stucchi e pregiate tele. Tra queste ricordiamo quella raffigurante la Vergine con il Bambino e San Benedetto sull'altare centrale, mentre negli altari laterali campeggiano: il Battesimo di Gesu, la Deposizione, la presentazione al Tempio, la Visitazione e il miracolo di San Mauro e di San Placido. Del '700 sono le statue lignee di Santa Gertrude, di Santa Scolastica, di San Benedetto e l'organo posizionato nel coro. Alla chiesa è annesso un convento, nato per accogliere le suore benedettine di clausura che però abbandonarono nella Prima Guerra Mondiale. A partire dal 1921 la custodia della chiesa e del monastero è affidata alle suore di Ivrea che, a tutt'oggi, hanno cura di una casa di riposo per anziani.
IL DUOMO
I Duomo o Chiesa Nuova fu eretto in onore e con il titolo di Maria Immacolata e di San Michele Arcangelo ed è sede della Parrocchia di San Lorenzo Martire.
l lavori di costruzione iniziarono nel 1853 sul suolo donato dalla marchesa Pizziferri, ma, a causa delle condizioni economiche, furono sospesi per un lungo periodo. In questo lasso di tempo i locali della chiesa furono adibiti a pubblico mercato, a mensa popolare, a botteghe artigiane, a studio fotografico e, infine, nel 1914, a cinematografo. Solo nel 1931 il Duomo, con la sua imponente facciata in stile neoclassico, fu aperto al culto. Custodisce al suo interno tele e statue del Seicento e del Settecento provenienti da monumenti demoliti, quali la Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli e di San Rocco in Palata. Molto particolare l'iscrizione sul cornicione dell'Ave Maria.
